Psicomotricità

Cos’è la psicomotricità

psicomotricita MilanoLa psicomotricità è l’insieme di dottrine e pratiche terapeutiche riguardanti l’interazione e l’integrazione tra funzioni motorie, sensoriali e cognitive del bambino.

La psicomotricità è una disciplina principalmente di natura sanitaria, che riveste un ruolo importante nell’ambito della prevenzione, sia nelle strutture sanitarie sia in quelle educative e scolastiche, rivolgendosi prevalentemente all’infanzia.

Nei trattamenti psicomotori ci troviamo di fronte a una fragilità del processo di integrazione tra senso di motricità e mondo psichico. Lo scopo dello psicomotricista è di andare a lavorare insieme ai bambini nei quali sono state riscontrate delle disarmonie dello sviluppo evolutivo, in seguito a diverse problematiche che possono essere di natura congenita o conseguenti a traumi sia di natura fisica sia emozionale.

a chi si rivolge la psicomotricità

I casi di competenza della psicomotricità spaziano ampiamente in campi differenti:

  •  ritardo psicomotorio
  • disprassia
  • disturbo dell’apprendimento
  • disturbo dell’attaccamento
  • disturbo da iperattività
  • disturbo di inibizione
  • disturbo generalizzato dello sviluppo e autismo

 

Queste diagnosi possono essere fattori principali o secondari a diverse patologie, quali ad esempio:

  • disabilità fisiche o psico – mentali per  patologie congenite
  • traumi cranio encefalici
  • patologie neuromuscolari
  • disturbi sensoriali e neurosensoriali
  • ritardo mentale
  • disturbi psicopatologici e dell’assetto emotivo relazionale
  • disturbi della comunicazione e del linguaggio

LE DUE BRANCHE DELLA PSICOMOTRICITA’

Esistono due ambiti terapeutici differenti che suddividono la psicomotricità in:

psicomotricità relazionale, che agisce in quei casi in cui la problematica emergente riguarda il lato emozionale o relazionale – comunicativo, quindi per bambini che non stabiliscono contatti con gli altri, che hanno problemi comportamentali e per bambini con diagnosi di autismo;

psicomotricità rieducativa, che si occupa di andare a lavorare con i bambini che hanno problemi di tipo cognitivo – motorio;

Gli obiettivi principali della psicomotricità sono

  • facilitare la conoscenza e la consapevolezza del sé corporeo
  • migliorare la coordinazione dinamica generale
  • facilitare l’interiorizzazione di concetti spaziotemporali
  • migliorare le strategie di analisi e sintesi
  • migliorare i tempi attentivi
  • facilitare la programmazione delle attività
  • migliorare l’elaborazione dei dati percettivi
  • facilitare lo sviluppo delle tappe evolutive del gioco

 

STRUMENTI E METODI DELLA PSICOMOTRICITA’

  • In psicomotricità ci si avvale di alcuni strumenti fondamentali:
  • il movimento, inteso come mezzo per armonizzare lo sviluppo della persona, percorrendo le aree delle coordinazioni cinetiche globali ( spostamenti che richiedono equilibrio, forza, scioltezza, ritmo,integrazione del controllo visivo con lo spazio), coordinazioni oculo-manuali ( esercizi in cui si coordina l’atto motorio con il controllo visivo, es. calciare la palla), motricità fine ( utilizzo della mano con gli oggetti);
  • il suono, il ritmo, la musica sono parte integrante del movimento in quanto la possibilità di produrre un suono incoraggia l’espressione motoria e favorisce la comparsa di gesti utili allo sviluppo della manualità;
  • il gioco, espressione della vita affettiva del bambino, permette di sviluppare abilità motorie, cognitive e sociali; all’interno del gioco infatti è possibile sviluppare le competenze necessarie per la vita quotidiana,senza imporre al bambino attività noiose o eccessivamente strutturate, ma motivandolo con qualcosa di coinvolgente.  Esistono alcune tappe fondamentali dell’attività ludica nel repertorio infantile: il gioco tonicoemozionale, il gioco sensomotorio, il gioco di costruzioni, i giochi simbolici e i giochi di regole;
  • il disegno è un’ altra delle forme espressive del bambino. In psicomotricità l’attività grafica ha due diverse funzioni, la prima finalizzata ad indurre e sviluppare la spontaneità e l’espressività del disegno, la seconda finalizzata all’analisi delle forme e dei rapporti spaziali;
  • gli oggetti e gli attrezzi, a seconda dell’età e delle peculiarità del bambino, possono essere attivatori di azioni e movimento, possono produrre stati di benessere o di inibizione all’iniziativa, è quindi compito dello psicomotricista scegliere gli oggetti psicomotori ( palloni, funi, teli, cerchi, coni, mattoni, cubotti, giochi simbolici e di regole, costruzioni) più indicati a far emergere le potenzialità del bambino in base agli obiettivi.

Lo strumento principale che ha a disposizione la psicomotricista è l’attività ludica; all’interno del gioco infatti è possibile sviluppare le competenze necessarie per la vita quotidiana,senza imporre al bambino attività noiose o eccessivamente strutturate, ma motivandolo con qualcosa di coinvolgente.

Conclusioni per quanto riguardano la psicomotricità

Grazie ai trattamenti di psicomotricità ai bambini viene dato modo di esprimere  il proprio corpo ed è proprio  attraverso il corpo che il bambino può imparare a gestire il proprio vissuto, ad acquisire strategie che gli potranno essere utili all’interno della vita quotidiana, ma soprattutto potrà imparare a relazionarsi in modo equilibrato e funzionale col mondo esterno e con tutti coloro che ne fanno parte.

Lo psicomotricista diventa quindi esso stesso uno strumento che consente al bambino di esternare la sua personalità, di crescere affrontando durante la terapia le esperienze e i giochi che, a causa delle sue problematiche, non è riuscito a sviluppare in autonomia.

Questo processo di trasformazione, una volta portato a termine, rende il paziente più completo e autosufficiente, maggiormente pronto a rapportarsi col mondo esterno.

Il centro Ieled, specializzato nei disturbi dell’età evolutiva con sede operativa a Milano, Saronno e Pavia, offre un supporto completo alle famiglie. Per chi fosse interessato, è possibile contattarci via email segreteria@ieled.it o chiamandoci al 393.56.93.176

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