Da qualche giorno è comparsa la notizia che in Danimarca gli alunni della scuola elementare avranno un’ ora di empatia alla settimana; è una novità così grande? Ma sopratutto, cos’è l’empatia? Si impara? È utile?

Cos’è l’empatia e perchè è importante

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri, dal punto di vista emotivo.

Si tratta senza dubbio di una capacità fondamentale da insegnare ai ragazzi: nel mondo sempre più complesso (e connesso) in cui viviamo quello che assicura il successo nella vita è la capacità di creare relazioni con gli altri, quello che nel gergo moderno viene definito “fare network”. In un mondo dove le informazioni aspettano solo di essere prese come pizzette in un immenso catering, dove abbiamo app collegate alla sveglia che ci fanno trovare il caffè già pronto quando ci alziamo, quello che servirà ai nostri figli per avere successo nella vita è la capacità di creare rapporti con gli altri. Non ci sarà mai una app per capire come il nostro cliente ha preso la proposta che gli abbiamo appena fatto.

Dall’altra parte, la nostra società è piena di strumenti che hanno come obiettivo proprio il mettere il relazione le persone, e ne vengono fuori di nuovi ogni giorno.Quindi dovremmo essere a posto? I nostri ragazzi passano tutto il tempo in “relazione” con i loro amici, quindi l’empatia si svilupperà senza problemi.

In realtà, le cose non sono così rosee.

Quello che manca su internet: la comunicazione non verbale

psychguides-shutterstock115123381-teens_addicted_to_their_phones-feature_imageI ragazzi stanno tutto il tempo al cellulare e sembrano sempre occupati a parlare con qualcuno,

Ma come lo fanno?

La comunicazione via whatsapp o facebook mancano di una componente fondamentale nei rapporti umani: l’espressione non verbale, ossia gli sguardi, il tono di voce, la postura e via dicendo.

É vero, ci sono gli smile e i meme, ma, oltre a non essere efficaci come un vero sorriso, non sono spontanei: io scelgo che tipo di comportamento non verbale esprimere, non posso mettere uno smile “inconsapevolmente”. Si perde la spontaneità.

Questo non vuol dire che le comunicazioni va socia media siano da bandire, ma mancano di una parte. Il problema è quando il ragazzo usa solo quelle. Hai amici? Sì, 543 su facebook. Hai chiesto a quella ragazza di uscire? Sì, con whatsapp. Con risultati tragicomici come in alcuni gruppi su Facebook.

Non diamo per scontato che i nostri figli sviluppino l’empatia perché stanno tanto tempo connessi con gli altri; anzi, il mezzo elettronico rischia di peggiorare la situazione.

E la mancanza di empatia è un problema, perché porta le persone a creare relazioni vuote, insoddisfacenti, prive di significato.

Come sviluppare l’empatia nei propri figli?

La buona notizia è che noi essere umani siamo portati naturalmente a sviluppare l’empatia, se vogliamo aiutare i nostri figli, dobbiamo seguire questi quattro consigli:

  • Parlare di emozioni – in modo lineare, tranquillo, senza patemi (“no drama” direbbero gli americani);
  • Condividere le proprie emozioni– prima di chiedere ai nostri figli di raccontare le loro emozioni, parliamo noi delle nostre;
  • Sintonizzarsi sulle emozioni di nostro figlio – quando vediamo un’emozione in nostro figlio, rispecchiamola; chiedere delle emozioni degli altri – come si è sentito quel bambino? ;
  • Cambiare punto di vista – domandare:”come ti sentiresti tu se facessero a te questa cosa?”

Queste sono cose che i genitori dicono naturalmente ai loro figli ma, come tutte le cose, nella frenesia della vita quotidiana tendiamo a dimenticarle. Avere in mente questi quattro consigli quando parliamo con i nostri figli ci permette di aiutarli a sviluppare la loro l’empatia. E anche la nostra.

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